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Published By Juraj Dobrila University Of Pula

2459-6256, 1848-4905

2020 ◽  
Vol 9 (1) ◽  
pp. 65-86
Author(s):  
Angelo Giunta

L’immagine di un Regno Unito visto come Eden inconsapevole della tragedia che sta per lacerarlo è diffusa, ma piuttosto falsa. L’apparente serenità nasconde una violenza latente e gravi questioni interne e la guerra, quindi, non fa altro che accelerare un processo già in atto. Di tutta la letteratura inglese del Ventesimo secolo, la poesia di guerra sembra, sotto molti punti di vista, una “parentesi” all’interno del panorama letterario. La war poetry è il prodotto di un determinato periodo storico, sociale e culturale venutosi a formare nella Prima guerra mondiale. Tra i migliori poeti della Grande Guerra troviamo Rupert Brooke, Wilfred Owen e Siegfried Sassoon. Il fatto che molti poeti siano ufficiali – ma non alti ufficiali – permette loro di essere in contatto, a livello socio-culturale, con i ranghi elevati dell’esercito e, fisicamente, con i soldati semplici. In questo modo hanno una visione più ampia della realtà in trincea.



2020 ◽  
Vol 9 (1) ◽  
pp. 187-201
Author(s):  
Igor Dobrača

Od otkrića, knjiga je oduvijek predstavljala medij prijenosa informacija i znanja. Izumom tiskarskog stroja 1450. godine započeto je novo poglavlje vrijednosti same knjige ali i otvaranje većeg broja tiskara. Braća Gaspare i Antonio Coana doselili su se početkom 1859. iz Venecije u Rovinj, tadašnji važan gospodarski centar, te 5. ožujka 1859. osnovali prvu tiskaru u Istri pod nazivom Tipografia Istriana. U radu je predstavljena djelatnost same tiskare Tipografia Istriana od njezina osnutka do transformacije u Istragrafiku u razdoblju nakon Drugog Svjetskog rata. Radom se želi dati akcenat na turističku valorizaciju tiskare i osvrt na izložbu otvorenu u Muzeju Grada Rovinja-Rovigno povodom 160. obljetnice njezina utemeljenja.



2020 ◽  
Vol 9 (1) ◽  
pp. 143-173
Author(s):  
Laura Campanale

Il presente contributo tratta dei flussi migratori stagionali che tra fine Ottocento e inizi Novecento si diressero dalla montagna veneta verso i territori dell’Europa centro-orientale. Soprattutto il Bellunese fu interessato a partire dalla metà dell’Ottocento da una considerevole migrazione stagionale verso l’Europa centro-orientale, che, in inverno, trovò impiego nella ristrutturazione stradale e ferroviaria o nei lavori connessi al taglio delle piante. Nei mesi estivi se ne aggiunse, tuttavia, un’altra di venditori ambulanti di dolciumi, a cui subentrò in seguito la vendita del gelato. Tracce di entrambi i flussi si rinvengono nei racconti orali del mio campione che riferisce di una forma singolare e tuttora attiva di emigrazione stagionale. Praticata dal lontano 1880 da intere vallate dell’Alto Veneto, essa si rivolse inizialmente a Vienna e ai territori limitrofi dell’Impero asburgico e, subito dopo la II guerra mondiale, soprattutto alla Germania. Il materiale qui proposto, desunto dalla mia tesi di dottorato dal titolo I gelatieri veneti in Germania. Un’indagine sociolinguistica, pubblicata nel 2006 dalla Peter Lang di Francoforte sul Meno, si fonda su un’indagine quantitativa e qualitativa. Grazie alle testimonianze autentiche sarà, pertanto, possibile intraprendere un “viaggio” nella memoria di intere vallate montane, “consacrate” da secoli, all’emigrazione stagionale artigianale.



2020 ◽  
Vol 9 (1) ◽  
pp. 25-49
Author(s):  
Vito Paoletić

Nel presente contributo si vuole riassumere il rapporto tra il mondo delle lettere, in primis quello della poesia lirica, e il proletariato ungherese quale suo motivo nel difficile periodo di transizione tra le due guerre mondiali. In Ungheria, gli anni Venti e Trenta furono contrassegnati da profonde trasformazioni geopolitiche e instabilità economica, il che portò vaste fasce della popolazione all’orlo di una crisi esistenziale: per il proletariato dell’epoca, e non solo per esso, oppressione e miseria erano all’ordine del giorno. Nel contributo si indaga su come abbiano sentito e sofferto nonché come abbiano espresso la paralisi del quarto stato tre importanti e diversi poeti dell’epoca: l’impressionista Juhász, l’esistenzialista József e l’avanguardista Kassák.



2020 ◽  
Vol 9 (1) ◽  
pp. 51-63
Author(s):  
Anna Bortoletto ◽  
Elis Deghenghi Olujić

Questo lavoro desidera offrire una panoramica, comparativa, sulla produzione di due autrici appartenenti alla fase più recente della letteratura istro-quarnerina: Laura Marchig e Carla Rotta. Infatti, nonostante le due si dedichino a generi letterari differenti – rispettivamente poesia e prosa – le loro produzioni presentano dei punti di contatto particolarmente interessanti. Non solo, infatti, costituiscono un punto di rottura notevole con la tradizione letteraria istro-quarnerina precedente; ma entrambe, al netto delle evidenti differenze stilistiche, offrono una visione squisitamente femminile dei grandi temi della vita umana che, in più di un’occasione, tende a convergere. Il lavoro, dunque, dopo aver presentato brevemente le due autrici e averle collocate all’interno della letteratura istro-quarnerina, procederà con l’analisi di alcuni temi peculiari in due opere emblematiche: la silloge poetica T(t)erra per Marchig e la raccolta di racconti Femminile Singolare per Rotta.



2020 ◽  
Vol 9 (1) ◽  
pp. 175-184
Author(s):  
Patrizia Raveggi

Luciano Bianciardi pubblicò per testate diverse, negli anni tra il 1944 e il 1971, quasi mille articoli di natura estremamente varia, (elzeviri, rubrica delle lettere, critica televisiva, inchieste, cronache locali, pezzi sportivi), oltre ai suoi più noti romanzi e a opere di divulgazione storica dell’epopea risorgimentale: il tutto scritto nelle ore di riposo da quello che dal 1954 in avanti costituì il suo vero lavoro e fonte di reddito, un immane impegno traduttorio. Questo contributo individua nel percorso creativo dell’autore in parola, caratterizzato dalla tecnica del riuso di testi propri e altrui, da lui o tradotti o consultati per studio, una immagine balenatagli in mente durante il servizio militare, in guerra, sotto un bombardamento e da lui annotata poco a valle dell’evento in un suo Diario; tale immagine periodicamente riaffiora in altri scritti fino a fungere da conclusione del romanzo che lo avrebbe reso famoso.



2020 ◽  
Vol 9 (1) ◽  
pp. 89-101
Author(s):  
Franco Romano

L’insegnamento della lingua italiana non può essere separato mai del tutto dagli aspetti culturali della nostra storia e civiltà, in quanto esiste tra i due una profonda e intima interconnessione. Diversi esiti linguistici e altrettanti enunciati o idiomatismi si spiegano proprio con l’ausilio di ragioni storiche, sociali e antropologiche, in una parola “culturali”, proprie del Paese. Una delle possibili chiavi di volta per trasmettere ai discenti stranieri elementi della nostra civiltà è quella di partire dalle loro osservazioni critiche e coinvolgerli in qualità di giudici dei nostri stili di vita, delle nostre abitudini e della nostra mentalità per porli al centro del processo di apprendimento in una veste più attiva, partecipe e interlocutoria.



2020 ◽  
Vol 9 (1) ◽  
pp. 103-141
Author(s):  
Tea Golja ◽  
Romana Lekić

Konkurentnost turističke destinacije definira se kao njezina sposobnost da kreira i sustavno integrira turističke proizvode, odnosno usluge i doživljaje više dodane vrijednosti. Razvoj destinacijskog menadžmenta i strateško pozicioniranje kroz odabrane turističke proizvode, odnosno doživljaje te upravljanje kako lancem vrijednosti s jedne strane, tako i iskustvom posjetitelja s druge, su uvjeti bez kojih se niti jedna destinacija ne može razviti. Turistički proizvod se formira prvenstveno na destinacijskoj, a dijelom i na regionalno razini, čime regije i (u novije vrijeme) destinacije postaju sredstvo razmjene, odnosno ono što se na turističkom tržištu nudi i prodaje. Stoga proces upravljanja turističkim destinacijama, iako u velikoj mjeri virtualan i nestandardiziran, danas postaje ne samo važnim nego i nužnim poslom i pretpostavkom za konkurentski i održivi rast turizma destinacije – bez obzira na njenu veličinu. Svrha ovog istraživanja je utvrditi mogućnosti i prilike za razvoj proizvoda kulturnog turizma u Križevcima. Provedena su istraživanja u destinaciji i to fokus grupe i anketno ispitivanje. Cilj je dvojaki. Primarno želi se potaknuti osmišljavanje inovativnih proizvoda kulturnog turizma temeljeno na resursnoj osnovi Križevaca. Sekundarno, želi se ukazati na prilike za unapređenje, posebice na važnost i ulogu destinacijskog menadžmenta u razvoju faktora atraktivnosti koji snažno utječu na destinacijsku konkurentnost. U radu se uspostavlja poveznica između teorijskog određenja koncepta kulturnog turizma i destinacijskog menadžmenta te rezultata empirijskih istraživanja. Rezultati ukazuju da lokalno stanovništvo prepoznaju resursnu osnovu Križevaca kao snažan potencijal za razvoj proizvoda kulturnog turizma. No, evidentan je jaz između sadašnje ponude doživljaja kulturnog turizma i mogućnosti koje destinacija ima s obzirom na svoju resursnu osnovu. Zbog toga autori predlažu nekoliko inovativnih proizvoda kulturnog turizma kojima se može obogatiti ponuda ove turističke destinacije. Rezultati istraživanja koristit će planerima razvoja turizma ove destinacije, te ostalim interesnim dionicima koji žele doprinijeti razvoju proizvoda književnog i manifestacijskog turizma, ali i onima koji se žele uključiti u kreativnu interpretaciju nematerijalne kulturne baštine Križevaca.



2020 ◽  
Vol 9 (1) ◽  
pp. 7-23
Author(s):  
Cinzia Gallo

Lo Spasimo di Palermo è esempio di una crisi che ha ripercussioni nella forma espressiva: da una parte, emerge la consapevolezza che «sul ciglio dell’abisso la parola si raggela, si fa […] simbolo sfuggente», dall’altra il romanzo appare un «genere scaduto, corrotto, impraticabile». Il conflitto generazionale fra Chino e Mauro rientra pure in quest’ambito. Da qui derivano varie soluzioni che portano al «poema narrativo» di Consolo e testimoniano il disorientamento prevalente: accumuli paratattici, metafore, figure retoriche, figure del discorso. Le suggestioni pittoriche trovano il loro centro nello Spasimo di Sicilia di Raffaello, simbolo di una sofferenza che da Palermo arriva alla Sicilia e a tutto il mondo, mentre gli spazi hanno una grande importanza e mostrano la perdita della memoria storica, responsabile della crisi.



2019 ◽  
Vol 8 (1) ◽  
pp. 31-51

The subject of this paper will be the presentation of Montenegro in the travelogue Black Lamb and Grey Falcon by Rebecca West. This travelogue will be analysed from the literary-historical, literary-theoretical and imagological perspectives. We will deal with the chronotope of Montenegro (Kolashin, Podgorica, Cetinje and Budva) and the national identity of the Montenegrin people from the viewpoint of a travelogue narrator that does not belong to that nation, as well as the creation of trans- national identities. We will also pay attention to the construction of ethnic stereotypes and their (non)duration in time. The paper will also include a comparison of characters and events depicted in the travelogue with historical figures and the events on which they are modelled. “The key assumption of the literary-historical approach to the travelogue discourse is finding its typical places, shaping specific rhetoric of the travelogue based on a few backings from the narratology to the history of mentality.” (Duda 1998, 92) The presentation of Montenegro in the travelogue Black Lamb and Grey Falcon will be based on Duda’s assumptions and Bakhtin’s perception of chronotope as “the essential interconnection of time and space relations” (Bakhtin 1989, 193). We will also take into account the views of Gerard Genette and Mieke Bal.



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