Relazioni di convivenza: studio esplorativo sulle associazioni semantiche

RISORSA UOMO ◽  
2012 ◽  
pp. 163-184
Author(s):  
Maria Luisa Farnese

L'aumento di frequenza e complessitŕ degli scambi sociali e la maggiore incertezza nelle regole di riferimento rende il tema della convivenza di crescente rilevanza nella letteratura recente di diverse discipline. Il contributo presenta il primo studio di una ricerca piů ampia e si propone di porre a confronto le concezioni della convivenza nei contesti lavorativi (livello organizzativo) e sociali (livello sociale). Attraverso un que- stionario a risposte aperte (2721 soggetti) sono state studiate le libere associazioni sul costrutto e sulle criticitŕ della convivenza negli ambienti lavorativi e sociali. L'analisi del contenuto del corpus di risposte ha consentito di individuare tre cluster sulle rappresentazioni del processo di vivere insieme e tre cluster sulle difficoltŕ del convivere nei contesti organizzativi e sociali.


Author(s):  
Andrea Pierro
Keyword(s):  

I bioreattori a membrana (MBR) uniscono nella stessa unità sia il processo biologico che la filtrazione su membrana in sostituzione dei sedimentatori secondari. Gli MBR presentano vari vantaggi rispetto all’impianto convenzionale a fanghi attivi tra cui minor ingombro, migliore qualità dell’effluente e minor produzioni di fanghi. Non mancano, però, degli svantaggi: il primo è rappresentato dai costi elevati dovuti ai consumi energetici e al costo delle membrane, il secondo, ma non meno importante è legato alla formazione del fouling, ossia dello sporcamento delle stesse, che ne riduce il flusso, limitando così l’efficienza del processo. Negli anni sono state studiate diverse tecnologie per porre rimedio a questi svantaggi. L’introduzione delle membrane dinamiche auto-formanti (SFDM) ha permesso di contrastare il problema del costo delle membrane, poiché il loro funzionamento è basato sulla deposizione delle particelle di fango su un modulo di supporto con porosità elevata e realizzato con materiali economici. Lo svantaggio principale di questa tecnologia risiede nella necessità di un tempo iniziale per la completa formazione della membrana dinamica, il quale varia a seconda delle caratteristiche del refluo o delle condizioni operative in cui avviene il processo.   Altra soluzione proposta dalla letteratura scientifica per contrastare il problema dello sporcamento della membrana è quella di accoppiare i processi elettrochimici con gli MBR, tale soluzione non solo riduce il fouling di membrana ma aumenta le performance depurative del sistema.



2010 ◽  
Vol 15 (3) ◽  
pp. 7
Author(s):  
F. BERNASCONI ◽  
G. PISANI ◽  
S. ARIENTI ◽  
B. VERONESE ◽  
S. PITTALIS ◽  
...  

Sono state studiate 110 pazienti consecutive giunte per la prima volta all’Ambulatorio di Uro-ginecologia dell’Ospedale di Desio per una incontinenza urinaria da sforzo e sottoposte a trattamento uroriabilitativo presso la Divisione di Neuroriabilitazione dell’Ospedale di Seregno negli anni 1998- 2000.



2018 ◽  
Vol 67 (1) ◽  
pp. 55-69
Author(s):  
George L. Mendz

Le relazioni etiche tra l’eliminazione su vasta scala di feti o neonati di sesso femminile (genericidio) e l’aborto sono state studiate nell’ambito della teoria dei doveri prima facie di Ross e della metodologia ampiamente applicata del Principialismo. Entrambi i sistemi sono stati brevemente esaminati, ponendo particolare attenzione alla valutazione che questi hanno espresso sull’aborto e sul genericidio. Nell’ambito della teoria morale dei doveri prima facie che in condizioni particolari consente l’aborto e l’infanticidio, la percezione di feti o neonati femminili come membri inferiori di una comunità può rendere ammissibile il genericidio come misura per proteggere la famiglia e la società. Nelle stesse comunità, portatrici di background culturali e condizioni socio-economiche specifiche, l’applicazione del Principialismo alla decisione se abortire i feti femmine o abbandonare le neonate potrebbe portare ad un’analoga accettazione della liceità del genericidio. Le implicazioni di queste conclusioni sono state analizzate e discusse. ---------- The ethical relationships between the large scale termination of female fetuses or infants (gendercide) and abortion were investigated in the context of Ross’s prima facie duty theory and the widely applied method of Principlism. Both systems were reviewed briefly with focus on their evaluation on abortion and gendercide. In a prima facie duty moral theory that allowed abortion and infanticide under special conditions, the perception of female fetuses or infants as a lower class of members of a community could make gendercide permissible as a measure to protect family and society. In communities with these cultural backgrounds and socio-economic conditions, an application of Principlism to the decision of whether to abort female foetuses or neglect female infants could lead to a similar acceptance of the permissibility of gendercide. The implications of these conclusions were analysed and discussed.



2013 ◽  
Vol 25 (3) ◽  
pp. 181-190
Author(s):  
Giancarlo Ruggieri

Oltre dieci anni fa venne osservata e analizzata la marginalità in Italia della dialisi peritoneale (DP). Questo lavoro rivisita questo problema della DP in Italia e nel mondo, valutandone le possibili cause su basi economiche e medi-che. Sono state studiate le possibili relazioni esistenti fra prodotto interno loro pro-capite (PIL/pC) e DP %, utilizzando i dati di prevalenza della DP 2007–2008 di 106 Paesi e associando a tali dati quelli dei corrispondenti PIL/pC della World Bank. Non è risultata nessuna correlazione diretta fra PIL/pC e DP %, ma è risultata un'evidente tendenza dei Paesi con reddito maggiore a ricorrere meno alla DP rispetto ai Paesi con reddito minore. Ciò è stato definito più chiaramente rapportando il PIL/pC con la DP % normalizzata sul reddito (DPn): questo approccio ha dimostrato un'evidente e significativa differenza fra Paesi con maggiore e minore PIL/pC, questi ultimi avendo una quota di DPn assai più elevata rispetto ai primi (fra cui l'Italia), in cui la scelta dialitica è apparsa chiaramente basata su altri fattori che non il PIL/pC, assai presumibilmente su un miglior rapporto rimborso/costo e su un minore affidamento verso la DP. Per quest'ultimo aspetto sono stati presi in considerazione dei problemi persistenti nell'esercizio della DP, il drop out per peritonite, che, anche se molto ridotto, merita ancora una valutazione in tutte le statistiche, e la perdita di efficacia peritoneale, dovuta ai perduranti danni legati alle soluzioni di dialisi, ridotti ma non ancora aboliti: si deve ritenere che rimborsi inadeguati e problemi clinici pesino negativamente sul trend della diffusione della DP.



1996 ◽  
Vol 9 (2_suppl) ◽  
pp. 115-125 ◽  
Author(s):  
A. Saletti ◽  
F. Calzolari ◽  
S. Ceruti ◽  
R. Tamarozzi

Scopi del presente studio sono il confronto tra angio-TC ed angiografia digitalizzata intaarteriosa nello studio delle biforcazioni carotidee, la descrizione del metodo utilizzato in angio-TC per la quantificazione delle stenosi e la discussione dell'eventuale collocazione dell'angio-TC nel protocollo di studio di questa patologia. La nostra casistica comprende 16 pazienti, 12 maschi e 4 femmine, di età compresa tra 52 e 78 anni, sottoposti preventivamente ad esame ultrasonografico delle biforcazioni carotidee, risultato positivo per patologia ateromasica. Sono state studiate con angio-TC 32 biforcazioni carotidee, utilizzando un apparecchio Elscint CT Twin II.I dati sono stati acquisiti in maniera continua, con tecnica volumetrica (double helix - dual slice) per un tempo di scansione complessivo di 24 secondi. Sono stati somministrati 80 ml di mezzo di contrasto non ionico (300 mg I / 100 ml) per via endovenosa. Le acquisizioni sono state ottenute utilizzando una collimazione del fascio di 2,5 mm ed una velocità di spostamento del tavolo di 3,7 mm / sec (pitch 0,7). Le immagini «angiografiche» sono state successivamente ricostruite utilizzando l'algoritmo «maximum intensity projection» (MIP). Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad angiografia digitalizzata intraarteriosa; ogni biforcazione carotidea è stata analizzata attraverso almeno 2 proiezioni angiografiche. La percentuale di stenosi è stata determinata secondo i criteri del North American Symptomatic Endarterectomy Trial (NASCET). Una concordanza globale tra le due metodiche nella misura dei diametri carotidei si è verificata in 23/32 casi (71,8%). La stenosi è stata sovrastimata dall'angio-TC rispetto all'angiografia digitalizzata in 6/32 casi (18,8%); in 3 casi (9,4%) la stenosi è stata sottostimata dall'angio-TC. Aspetti peculiari dell'angio-TC sono la possibilità di analisi della biforcazione in qualsiasi proiezione (rotazione delle immagini MIP), la precisa misurazione delle stenosi (ottenibile nelle immagini assiali) e l'individuazione delle componenti molli e/o calcifiche delle placche ateromasiche. La rapidità di acquisizione dei dati riduce al minimo l'evenienza di artefatti da movimento. A nostro parere l'angio-TC potrebbe essere attualmente eseguita dopo l'esame ultrasonografico e prima dell'eventuale endarterectomia per ottenere una ulteriore rappresentazione della biforcazione carotidea quando angio-RM e angiografia sono controindicate, quando l'angio-RM o l'angiografia forniscono reperti di dubbia interpretazione ed infine se necessario dimostrare la morfologia della placca o altre alterazioni della parete arteriosa (ad esempio aneurismi trombizzati).



1970 ◽  
Vol 19 (1-2) ◽  
pp. 337-340 ◽  
Author(s):  
F. Di Raimondo ◽  
S. Pedone ◽  
I. Casale ◽  
G. Santangelo
Keyword(s):  

Precedenti ricerche popolazionistiche (Witkop-Oosternyk, 1957), genealogiche (Aycock, 1942) e gemellari (Herndon e Jennings, 1951; Masini, 1953; Rainero e Terragna, 1959; Di Raimondo e Pedone, 1964) hanno portato dati consistenti a favore dell'ipotesi di un'influenza del genotipo dell'ospite nel trasformare la semplice infezione da virus polio in malattia paralitica. Rimangono aperti, tuttavia, molti problemi riguardanti la reale estensione e le modalità operative, cioè, la fenogenesi, di un tale condizionamento genetico.È dunque parso utile portare un contributo personale con un'analisi — condotta parallelamente in coppie di consanguinei, a livello qualitativo (presenza), quantitativo (entità) e cronologico (tempo) — delle fasi acuta ed evolutiva della malattia.Sono state studiate 71 coppie consanguinee di poliomielitici (43 coppie di gemelli, 19 di fratelli, 2 di cugini, 2 padre-figlio, 2 zia-nipote), per alcune delle quali soltanto è stato possibile condurre un sufficiente studio longitudinale.Esaminando, in questa sede, le sole coppie gemellari, osserviamo, soprattutto per la classe MZ, una notevole concordanza, a livello sia quali-quantitativo che temporale, come risulta dai seguenti esempi.



Cephalalgia ◽  
1983 ◽  
Vol 3 (1_suppl) ◽  
pp. 94-97 ◽  
Author(s):  
F. Facchinetti ◽  
G. D'attoma ◽  
F. Petraglia ◽  
L. A. Pini ◽  
E. Sternieri ◽  
...  

Basal and throughout-the-day variations of B-lipotropin (BLPH), B-endorphin (BEP), ACTH and cortisol plasma levels were studied in seven prepubertal children who had been affected by common migraine for periods of 6–26 months and in six healthy volunteers. Despite normal cortisol concentrations, children with migraine show higher BLPH (15.1 ± 2.7 fmol/ml, M ± SE), ACTH (25 ± 2.7) and BEP (9.1 ± 1.1) levels than controls. In both groups of children, evening values (8 p.m.) were significantly lower than morning values, but in migraineurs the decrease of the three peptides was less. The raised proopiocortin-related peptide plasma levels found in children suffering from migraine cannot be explained at present, although the discomfort experienced by the patients may create a situation of chronic stress which could explain such a finding. Whatever the explanation is, these findings differentiate prepubertal migraine from the most severe forms of headache occurring in adult life where lower than normal opioid levels have been demonstrated. Chez 7 enfants en phase prepuberale, souffrants de maladie migraineusedepuis 6–26 mois, ont été etudiés les taux plasmatiques de base et le variations spontaneés pendant les 24 heurs de B-Lipotropine (BLPH), B-Endorphine (BEP), ACTH et Cortisol. De la meme façon ont été étudiés 6 garçons sains, de la meme age. Malgré les taux de la Cortisol soient normaux, les petits patients presentent des niveaux plasmatiques de BLPH (15.1 ± 2.7 fmol/ml, M ± ES), BEP (9.1 ± 1.1) et de ACTH (25 ± 2.7) significativement plus élévées que le group témoin. Chez touts les sujets les taux plasmatiques des differantes hormones étaient plus bas le soir que le matin, ce phenomène phisiologique étant moin evident chez les patients. Les raisons des taux élévés des peptides liés a la proopiocortine sont pas connues, a present, meme si l'on peut hypothiser l'existance d'une situation de stress chronique chez les enfants souffrants de maladie migraineuse. En tous cas, on peut fair une distinction très nette entre la forme prepuberale de la maladie migraineuse et celle de l'adulte qui est caracterizée par des taux pathologiquement reduit de opioides endogènes. Sono state studiate le concentrazioni basali e le variazioni circadiane della beta-lipotropina (BLPH), beta-endorfina (BEP). ACTH and Cortisolo in 7 bambini prepuberi affetti da emicrania comune da 6–26 mesi ed in 6 controlli. Sebbene le concentrazioni del Cortisolo fossero nell'ambito della norma, i bambini mostravano livelli di B-LPH (15.1 ± 2.7 fmol/ml, M ± ES), di B-EP (9.1 ± 1.1) ed ACTH (25 ± 2.7) significativamente superiori ai bambini di controllo. Entrambi i gruppi hanno mostrato le normali oscillazioni circadiane dei quattro ormoni, con valori ridotti la sera, sebbene tale fenomeno fosse resultato meno evidente nei pazienti. Questi dati indicano che l'emicrania comune dell'infanzia decorre con un peculiare assetto oppioide (forse dovuto allo stress cronico, indotto dal dolore cefalico) che la differenzia dalle cefalee dell'età adulta dove nelle forme più gravi i suddetti peptidi oppioidi risultano significativamente ridotte.



1998 ◽  
Vol 7 (2) ◽  
pp. 98-109 ◽  
Author(s):  
Antonio Lora ◽  
Gabriella Bai ◽  
Callisto Bravi ◽  
Roberto Bezzi ◽  
Francesco Bulgarini ◽  
...  

RIASSUNTOScopo — L'obiettivo di questo studio è quello di descrivere i patterns di utilizzazione dei pazienti in contatto con 5 Unità Operative di Psichiatria lombarde secondo quattro classi: alti utilizzatori lungoassistiti, alti utilizzatori non lungoassistiti, lungoassistiti non alti utilizzatori, non alti utilizzatori non lungoassistiti. Disegno — Studio descrittivo a partire dai dati ricavati dal Sistema Informativo Psichiatrico regionale; è stata analizzata una coorte di 5.670 pazienti nell'ambito della prevalenza annua relativa all'anno 1994. Setting — 5 Unità Operative di Psichiatria della Regione Lombardia (Merate, Treviglio, Crema, Desio, Castano Primo), con una popolazione complessiva di 610.184 residenti di eta superiore ai 14 anni. Principali misure utilizzate — Sono state prese in considerazione alcune variabili sociodemografiche e cliniche relative ai pazienti; oltre un'analisi descrittiva dei quattro patterns, è stata effettuata una analisi logistica multinomiale. Risultari — Gli alti utilizzatori lungoassistiti (AU-LA), pur rappresentando solo il 5.3% del campione (4.9 casi per 10.000 residenti di età superiore ai 14 anni), consumano il 60% delle risorse espresse in SCS; solo la condizione di separato, divorziato, vedovo è predittiva per tale pattern. Gli alti utilizzatori non lungoassistiti (AU-non LA) costituiscono 1.2% del campione (1.1 casi per 10.000) ed utilizzano il 7.8% del SCS. Variabili predittrici di tale pattern sono l'eta compresa tra i 15-44 anni, l'assenza di un'attivita lavorativa e di un partner, la diagnosi di un disturbo mentale grave e la presenza di contatti con i servizi psichiatrici negli anni 1985-1989. I lungoassistiti non alti utilizzatori (LA-non AU) rappresentano il 23.4% della coorte (21.6 casi per 10.000) e vengono al secondo posto per consumo dirisorse (18.1% del SCS). Sono variabili predittive: l'età compresa tra i 15-44 anni, il vivere da solo, l'assenza di un'attività lavorativa e di un partner, la diagnosi di un disturbo mentale grave e la presenza di contatti con i servizi psichiatrici antecedenti al 1990. I pazienti non lungoassistiti non alti utilizzatori (non LA-non AU), pur rappresentando il 70.1% della coorte (64.8 casi per 10.000), consumano solo il 13.8% del SCS. Conclusioni — I dati mostrano che complessivamente l'attivita delle UOP è orientata nei confronti dei pazienti piu gravi, anche se sono rilevabili marcate differenze tra le UOP lombarde rispetto all'utilizzazione dei servizi. È confermata l'utilita di un Sistema Informativo a diffusione regionale che permetta di monitorare l'evoluzione nel tempo e nel territorio regionale dei patterns di utilizzazione.



2002 ◽  
Vol 15 (6) ◽  
pp. 705-711
Author(s):  
P. Renzetti ◽  
R. C. Parodi ◽  
C. Ottonello ◽  
F. Zandrino ◽  
M. Cossu ◽  
...  

L'elevato peso atomico del Gd giustifica l'ipotesi di un utilizzo in tomografia computerizzata (TC) di mezzi di contrasto (MdC) già clinicamente in uso in risonanza magnetica (RM). Il potenziamento TC determinato dalla Gadodiamide (Gd-DTPA-BMA, Omniscan, Nycomed-Amersham), MdC paramagnetico non ionico, è stato valutato e quantificato in vitro e in vivo. Due serie di soluzioni scalari di Gadodiamide e di MdC iodato (Iopamiro 370, Bracco) sono state sottoposte a scansione TC per la quantificazione densitometrica in unità Hounsfield (UH). Sette pazienti affetti da neoplasia intracranica sono stati sottoposti a TC prima e dopo somministrazione endovenosa di 0,3 mmol/Kg di Gadodiamide; sono stati rilevati i valori medi di densità pre- e postcontrasto a livello dell'arteria basilare e della massa tumorale. Nello studio in vitro, a parità di concentrazione molare del MdC, è risultata maggiore la densità media della soluzione di gadodiamide rispetto al MdC iodato, superiorità statisticamente significativa (test F, p < 0,0001), a conferma del fatto che il Gd ha caratteristiche fisiche che lo rendono utilizzabile in MdC per TC. Nello studio in vivo, la gadodiamide ha determinato incrementi densitometrici medi (postcontrasto /precontrasto) del 71,05% per l'arteria basilare e del 45,23% per la lesione tumorale, consentendo una sufficiente apprezzabilità soggettiva dell'enhancement. La Gadodiamide può essere utilizzata come MdC in TC in pazienti con dubbia o asserita diatesi allergica per i MdC iodati allorquando non sia praticamente disponibile la RM (urgenze!) o sussistano importanti controindicazioni (pacemaker, ecc.). L'osmolarità medio-bassa (780 mOsm/Kg) e il profilo tossi-cologico favorevole della Gadodiamide permettono di ipotizzare l'utilizzo di dosi anche più elevate. Tali risultati preliminari rafforzano l'ipotesi della messa a punto di MdC per TC a base di Gd; più atomi di Gd potrebbero ad esempio essere contenuti all'interno della molecola con il duplice effetto di ridurre la tossicità ed elevare il peso atomico del MdC. Gadolinium (Gd) high atomic weight can enable us to use the Gd-chelates as contrast agents (c.a.) in computed tomography (CT). CT contrast enhancement (c.e.) due to Gadodiamide (Gd-DTPA-BMA, Omniscan, Nycomed-Amersham), a non-ionic paramagnetic c.a. used in magnetic resonance (MR) imaging, was evaluated and quantified through an in vitro and in vivo study.



1997 ◽  
Vol 10 (2_suppl) ◽  
pp. 148-148
Author(s):  
L. Manfrè ◽  
R. Angileri ◽  
G. Caruso ◽  
V. D'Antonio ◽  
M. De Maria ◽  
...  

A differenza dell'Angiografia, l'esame Angio-RM consente la simultanea visualizzazione dei vasi del poligono. Si è valutata la correlazione esistente tra calibro dei sifoni e asimmetrie di sviluppo del poligono nella popolazione normale. Sono stati esaminati 3 casi di occlusione totale di una carotide. 120 pazienti privi di patologie vascolari o neoplastiche sono stati sottoposti ad esame Angio-RM 3DTOF con Magnetization Tranfer e TONE. Sono state valutate le immagini di sorgente e 3DMIP, prima e dopo sottrazione dei pixel non vascolari. I pazienti sono stati suddivisi in 5 gruppi: I = aplasia di A1, II = ipoplasia di A1, III = lieve asimmetria di A1, IV ? arteria comunicante posteriore fetale, V = poligono simmetrico. Inoltre i pazienti sono stati suddivisi in base al calibro della carotide interna in: A (simmetrico), B (lieve asimmetria), e C (marcata asimmetria). è stata calcolata la percentuale di differenza di calibro (PDC) tra carotide destra e sinistra (Cmin/Cmax). Sono stati posti in correlazione PDC e simmetria dei vasi del poligono. I pazienti del gruppo C sono stati sottoposti a color Doppler dei vasi al collo, per escludere vasculopatia a monte. Una differenza statisticamente significativa in termini di PDC tra sifone carotideo destro e sinistro è stata osservata unicamente nei pazienti di gruppo I e II. I pazienti affetti da occlusione del sifone carotideo con compenso via Al dimostravano un calibro di Al superiore rispetto ai gruppi III, IV e V. Per quanto una asimmetria di calibro dei sifoni carotidei possa suggerire l'esistenza di una patologia vascolare a monte, è necessario considerare le varianti anatomiche correlate all'asimmetrico del poligono di Willis. Il bilancio dei rami collaterali esistenti a livello del poligono di Willis mediante Angio-RM è importante per la valutazione dei possibili circoli di compenso.



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